lunedì 29 dicembre 2014

Promemoria per in nuovo anno: recuperare la fantasia perduta.

I bambini sono certamente più allenati di noi, usano la fantasia praticamente in ogni cosa che fanno.
Se non sanno parlare bene usano i gesti per dare forma alle parole, per loro un dinosauro è blu e viola, ai loro occhi un cartone è una macchina da corsa o un treno veloce per andare a Roma, una palla di carta un pallone da calcio, saltano sul letto immaginandosi di tuffarsi in una piscina, un righello diventa il camion del signor Potter, pollice ed indice il fucile di un soldato, un bicchiere diventa un megafono, le briciole di biscotti sulla tovaglia la sabbia del mare.
"Non mi capisci!"ci ripetono spesso tra l'arrabbiato ed il meravigliato, loro sanno benissimo cosa vogliono dirci e trovano sempre un modo per comunicarcelo.
Noi adulti, e nel mezzo mi ci metto anche io, abbiamo disimparato ad usare la fantasia, troppi schemi mentali, troppi pregiudizi, troppi condizionamenti, troppe nozioni inutili.
Recentemente ho riscoperto Gianni Rodari.

Confesso, l'ultimo mio ricordo legato a questo autore risale alle elementari, quando la mia maestra, per attirare la nostra attenzione e far calare il silenzio in classe, tirava fuori dalla sua borsa un suo libro di racconti,"Il semaforo blu" (tratto da "Favole al telefono") era il mio preferito.
Anche ora, come allora, sono rimasta affascinata dalla perfetta fusione tra  reale ed immaginario, da cui prendono vita personaggi magici straordinari e colpi di scena, tali, da togliere il fiato.
Chissà se la mia nuova amica, La biblioteca del gufo, tra i suoi tanti libri, ne ha qualcuno di Rodari o se qualche gufetto li lascerà nella casetta per i suoi affezionati lettori.
Sicuramente un proposito per l'anno nuovo sarà quello di leggere più favole nella speranza di recuperare la fantasia perduta, con l'augurio che altri seguano il mio consiglio.
Momoblu

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