giovedì 25 dicembre 2014

Rallentiamo, almeno a Natale.

La giornata volge al termine, Natale è quasi finito, anche se oggi alle 13 in tv scorrevano le pubblicità delle calze della Befana.
Insomma nemmeno il tempo di tagliare una fetta di panettone che già dobbiamo pensare se riempire con dolci, con giochi o con carbone  le calze, saltando velocemente il capodanno.
La maggior parte di noi farà gli auguri su WhatsApp, aggiornerà il suo stato su Facebook, condividerà auguri ed immagini natalizie preconfezionate, pubblicherà  foto con un semplice click che richiederà pochi secondi, e altrettanto farà chi ci risponderà.
I bambini avranno scartato una montagna di regali uno dietro l'altro senza quasi avere il tempo di rendersi conto chi ha regalato loro cosa.
Distratti, veloci, automatizzati, cosa rimarrà di questo Natale 2014 a distanza anche solo di 6 mesi?
Sembra che sia impossibile fermarsi, eppure questi momenti sono preziosi, ci permettono di ricordarci che non siamo solo numeri in questa società globalizzata, ma ben altro, di riscoprire le nostre tradizioni spesso alterate o addirittura dimenticate, di vedere le persone che ci circondano con occhi diversi.
Se non possiamo rallentare o tornare indietro, possiamo però fissare questi istanti semplicemente ritornando a fare quello che facevamo fino a qualche anno fa; scegliamo, scriviamo e spediamo un biglietto natalizio, scattiamo una foto, sviluppiamola ed incorniciamola, rechiamoci personalmente a casa dei nostri amici per far loro gli auguri, cuciniamo un dolce e condividiamolo con la nostra famiglia,prepariamo una scatola e riponiamola in un angolo del cassetto del nostro comodino o del nostro armadio, mettiamoci dentro non solo i bigliettini, ma anche un pezzetto della carta o del nastro che avvolgevano i regali, avremo così creato la nostra personale scatola del tempo che ci servirà per ricordarci tra 6 mesi, alle soglie dell'estate, che oggi era Natale.
Momoblu

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