lunedì 12 gennaio 2015

Donne e bambine invisibili, ma al centro dell'attenzione.

Le ultime, apparse sui giornali e sui quotidiani di tutto il mondo, in ordine di tempo sono:
Hayat Boumeddien Maria S. le cui sorti sono avvolte nel mistero, sia per i servizi segreti italiani che per quelli francesi;
due bambine usate come kamikaze da Boko Haram in Nigeria, delle quali conosciamo l'età, 10 anni, ma non il nome;
Vanessa e Greta  le due volontarie italiane rapite;
una lunga striscia interminabile di sangue e di violenza.
Donne e bambine usate, manipolate, umiliate, rapite, perseguitate, stuprate, sottomesse, torturate, uccise per i più svariati ed insensati motivi.
Donne e bambine morte, senza un nome, senza un volto, vittime della violenza e dell'ignoranza in ogni parte del mondo, da oriente a occidente, molte delle quali nemmeno avranno un tomba sulla quale portare un fiore, recitare una poesia o una preghiera.
Bambine che non giocheranno, non rideranno, non correranno, non studieranno, non abbracceranno i loro genitori mai più.
Ragazze che non conosceranno le gioie e le delusioni dei primi amori,  non scambieranno con le amiche i piccoli pettegolezzi quotidiani.
Donne che non vedranno nè sosteranno la loro famiglia, non asciugheranno le lacrime dei loro figli, non gioiranno dei traguardi ottenuti.
Tanta strada è stata fatta partendo dalla campagna, lanciata qualche anno fa, "il corpo delle donne" , passando  per il premio Nobel per la pace 2014 Mala , ma tanta ne deve essere ancora percorsa affinchè nessun'altra donna o bambina rimanga vittima di questi soprusi.

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