martedì 6 gennaio 2015

E quando due Partite Iva si sposano?

E' un disastro!
Se decidono di fare figli? Un tracollo economico senza possibilità di ripresa.
Le nostre partita i.v.a. hanno rispettivamente 8, la mia, e 7 anni, quella di mio marito, ed è altamente probabile che non raggiungeranno la maggiore età.
Quando abbiamo aperto, su consiglio dei commercialisti, usufruivamo del vecchio regime dei minimi per un po' le cose sembravano, e sottolineo, sembravano, andare bene.
Non vivevamo nel lusso, ma riuscivamo a condurre una vita normale.
Finite le agevolazioni, sono iniziati i problemi: aumento esponenziale, nel corso degli anni, delle varie imposte, INPS, INAIL, CASSA FORENSE, (già sono un avvocato e devo avere obbligatoriamente, ed ovviamente pagare, assicurazione professionale e, udite udite, quella contro gli infortuni, oltre a provvedere, a mie spese, all'assolvimento dell'obbligo della formazione continua)
A questo carico economico a favore dello Stato, si aggiungono le spese fisse che la gestione di una casa e di una famiglia comporta, indipendentemente dalle entrate: rata del mutuo, utenze di casa, rette scolastiche, spese mediche varie, bolli, assicurazioni, spesa per il cibo ecc...
Per contenere i costi abbiamo riveduto completamente le nostre abitudini ed i nostri consumi: cambiato auto, scelto compagnie assicurative più economiche, spesa durante le offerte e nei discoumt, rinunciato a visite mediche per poterle far fare ai nostri figli, rateizzato l'arretrato con Equitalia e l'elenco potrebbe continuare.
Tutto ciò però non è bastato e sono dovuti intervenire economicamente anche i nostri genitori.
Ma ancora non basta.
All'arretrato si sommano ogni giorno che passa altre spese, altri balzelli, cresce la preoccupazione di non essere in grado di offrire un futuro sereno ai nostri figli, un domani che i nostri genitori non ci saranno più, mi auguro il più tardi possibile, cosa faremo?
Lo Stato in tutto questo è assente, non sta assolutamente attuando uno dei suoi principi fondamentali:
Art. 4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
E' evidente che in questo momento di crisi, soprattutto chi ha una partita i.v.a, ma anche chi gestisce una piccola media impresa, NON VIENE RICONOSCIUTO IL DIRITTO AL LAVORO, ciò comporta, oltre ad un progressivo, insostenibile, indebitamento, il mancato progresso sia individuale che dell'intera nazione, oltre a tanti altri effetti collaterali: aumento dei fallimenti, solo nella provincia di Modena sono stati 225 nel corso del 2014, aumento del tasso di disoccupazione per citare qualche esempio. 
Lo Stato, concretamente, cosa sta facendo?





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