martedì 13 gennaio 2015

Il diritto NEGATO a Cassandra di scegliere come e con chi vivere.

Cassandra non è Brittany, lei ha una malattia curabile, il linfoma di Hodgkin, non un cancro devastante ed incurabile al cervello, non ha 29 anni, ma solo 17, non è sposata, ha solo sua madre che la ama più della sua stessa vita, non può esercitare pienamente la sua libertà di scegliere come vivere, il Tribunale dei minori le ha negato il diritto di morire.
Nel pieno dell'adolescenza, con una prospettiva di guarigione dell'80/85%, ha scelto, coscientemente e consapevolmente, senza particolari influenze di carattere religioso (si pensi ai Testimoni di Geova ed al loro rifiuto per quanto riguarda le trasfusioni di sangue), di non subire gli effetti, negativi e debilitanti, della chemioterapia.
Tuttavia sia il "Departement of Children and Families" che la Corte Suprema del Connecticut, privandola del suo unico punto di riferimento, la madre, creando quindi un forte disagio emotivo, forse ancora più devastante della malattia stessa, collocandola presso i servizi sociali, l'hanno obbligata non solo al ricovero forzato in ospedale, ma, come un condannato a morte, è stata legata al letto e forzatamente sottoposta alle cure chemioterapiche.
Cassandra poteva scegliere come e dove curarsi, ma a differenza di Brittany, non ha potuto scegliere di non curarsi.
Brittany, in prima persona, ha scelto di non far ricadere le sue scelte sui suoi famigliari, solo lei è stata artefice del suo destino, solo lei poteva decidere come vivere la sua vita.
Le conseguenze della scelta di Cassandre invece, non sono riconducili direttamente a lei, ma ad un sistema che, per perseguire la tutela, ad ogni costo, del minore, ritiene lecito persino strapparla a sua madre, calpestando e scavalcando prepotentemente la sua libertà di scegliere come e soprattutto con chi vivere.







Nessun commento:

Posta un commento