venerdì 6 febbraio 2015

#Bigsnow ovvero Emiliani Teniamo Botta (per l'ennesima volta)!

I disastri naturali hanno un orario fisso, solitamente colpiscono alle prime ore del mattino.
Successe con il terremoto che svegliò per la prima volta l'Emilia alle 04:04 del 20 maggio 2012, si è ripetuto nuovamente questa mattina quando alle 05.00 si sono accese le luci d'emergenza del mio corridoio, causa mancanza di energia elettrica dovuta alla rottura di un cavo dell'alta tensione che ha ceduto sotto il peso della neve.
Alla fine, dopo un tam tam mediatico di una settimana, nonostante fosse stata diramata l'allerta, ci siamo trovati impreparati a gestire l'emergenza, con l'aggravante di molte famiglie al freddo ed al buio chiuse nelle proprie abitazioni.
Inutile chiamare i gestori dell'energia elettrica, un nastro registrato avvertiva il gentile utente che stavano lavorando per riparare il guasto, non fatico a crederlo, come penso si siano ritrovati ad operare in una situazione veramente difficile, un po' come durante l'alluvione a Parma del 13 ottobre 2014.
Il piano anti neve mostra evidenti lacune, dovute ai tagli, imposti dalla legge di stabilità, alla mancanza di manutenzione del verde comunale, i mezzi spazzaneve e spargisale si sono rivelati insufficienti ed impegnati solo nello sgombro delle vie principali, le altre devono essere ripulite dai cittadini, impresa titanica se ci aggiungiamo anche la rimozione di alberi e di rami di proprietà, nella maggioranza dei casi, del comune e non dei singoli privati.
Le scuole sono state regolarmente aperte, decisione alquanto discutibile visto che se da un lato si vuole garantire il servizio alle famiglie, a coloro che non possono assolutamente assentarsi dal lavoro, dall'altro ha messo su strade impraticabili docenti e personale scolastico che deve spostarsi usando mezzi propri.
New York in vista dell'arrivo di Big Snow, a scopo preventivo e cautelativo di tutti e sottolineo tutti i suoi abitanti, aveva chiuso tutto, invitando la popolazione a rimanere chiusa in casa, e così avrebbero dovuto fare Modena e provincia, senza scuse, senza giustificazioni, l'unico modo per ridurre disagi ed incidenti.
Ora chi pagherà l'ennesimo disastro?
Gli abitanti del cratere sismico, quelli che hanno subito le alluvioni e le trombe d'aria dell'anno scorso nella zona della Bassa Modenese stanno ancora aspettando.


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