domenica 1 febbraio 2015

Charlie Hebdo si ferma

e qualsiasi sia la motivazione, nel nome della libertà tanto invocata dagli oltre due milioni di francesi scesi in piazza all'indomani della strage alla redazione del giornale satirico, i superstiti  ne hanno tutto il diritto, perchè libertà significa anche questo.
Libertà non solo di scrivere, di disegnare vignette satiriche, ma anche di non riuscire più a mettere nulla nero su bianco a causa della stanchezza, dello stress, libertà di pensare a quale sia il modo migliore per affrontate il "dopo".
Il "prima" infatti non c'è più, inutile negarlo, spazzato via da una follia inspiegabile ed improvvisa, il "dopo" è informe, incerto, e come ogni cosa a noi ignota preoccupa, è quindi umanamente comprensibile voler essere veramente pronti, per affrontarlo al meglio o non sentirsi all'altezza del passaggio del testimone e decidere di ritirarsi.
Libertà di essere coraggiosi, ma anche di non esserlo se non è nella propria natura, libertà di poter raccogliere i cocci di un'esistenza sconvolta e di rimetterli a posto rispettando i propri tempi. 


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