giovedì 19 febbraio 2015

I diritti dei detenuti.

Il ministro Orlando propone, come strategia per combattere il terrorismo, di riservare un trattamento speciale ai detenuti di religione islamica, affinchè non siano vittime del proselitismo fanatico, invocando a sostegno della sua tesi l'applicazione della Costituzione.
Mi domando perchè solo ora la politica si occupa della situazione delle nostre carceri, quando per anni la lotta per i diritti dei detenuti, portata avanti sopratutto da Marco Pannella, sia rimasta quasi inascoltata.
Questi "favoritismi" rischiano di alimentare un clima già pesante all'interno delle carceri italiane, è notizia di ieri l'ennesimo suicidio e la reazione, alquanto discutibile, di alcuni agenti di polizia penitenziaria sui social.
Inutile mettere una pezza quando una persona, senza alcuna distinzione di sesso, razza o religione, ha commesso un reato, se è assente, non solo, un concreto programma di reintegrazione sociale, ma anche un'efficace sistema normativo di prevenzione degli atti illeciti.
Non è sufficiente intervenire solo sulle conseguenze, è necessario prevenire le cause, e certamente la scelta di depenalizzare i reati meno gravi non è la soluzione migliore.
Si rischia infatti sia un aumento della piccola delinquenza che dell'allarme sociale, rischiando così di scatenare un vero e proprio far-west.
Inutile dire che questi "trattamenti migliori" rischiano di provocare veri e propri atti di razzismo verso chi non pratica un certo tipo di religione e allora, mi chiedo ancora, che scopo ha istituire un numero verde per combattere le discriminazioni razziali?


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