martedì 3 febbraio 2015

Il discorso del Presidente Mattarella

"La strada maestra di un Paese unito è quella che indica la Costituzione", tuttavia pur definendosi arbitro, e come tale imparziale, il neo Presidente vede in essa la necessità di riformarla, occorrerà pertanto stare molto attenti a chi ed a che cosa essa sarà adeguata, se alle reali necessità di un Paese vessato dalla crisi, in cui, come lui stesso ha ricordato, esiste un divario enorme tra istituzioni e cittadini, oppure alle pressanti richieste europee.
Lo spirito europeo infatti si legge, e neppure troppo tra le righe della nostra Costituzione

Articolo 81 

Lo Stato assicura l'equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico.
Il ricorso all'indebitamento è consentito solo al fine di considerare gli effetti del ciclo economico e, previa autorizzazione delle Camere adottata a maggioranza assoluta dei rispettivi componenti, al verificarsi di eventi eccezionali.
Ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri provvede ai mezzi per farvi fronte.
Le Camere ogni anno approvano con legge il bilancio e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo.
L'esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi.
Il contenuto della legge di bilancio, le norme fondamentali e i criteri volti ad assicurare l'equilibrio tra le entrate e le spese dei bilanci e la sostenibilità del debito del complesso delle pubbliche amministrazioni sono stabiliti con legge approvata a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera, nel rispetto dei princìpi definiti con legge costituzionale 
Che direzione percorrerà quindi l'Italia?
Sicuramente quella, già tracciata dai numerosi patti e trattati, il Presidente infatti rilancia, sulla scia dell'ideologia che già D'Alema aveva opposto alle idee nazionaliste di Marine Le Pen, l'unità politica dell'Europa.
Italia che non solo dovrà confrontarsi con le politiche di austerità economiche europee, ma anche con la gestione del problema dell'immigrazione, se da un lato il Presidente accoglie i numerosi stranieri, sollecitando un più deciso intervento dell'Europa, dall'altra lancia un deciso monito al terrorismo, definendolo internazionale, senza pertanto darne una colorazione religiosa, al pari della medesima condanna che fece Papa Francesco, all'indomani della strage al giornale satirico francese Charlie Hebdo.
Due uomini sullo stesso piano, non a caso l'estrazione politica di Mattarella è democristiana.
La sua storia personale e la sua carriera di magistrato emergono prepotentemente nel ricordare Falcone e Borsellino e nella dura condanna alla mafia, che a differenza di quello che sostiene qualche politico, è un cancro sociale che colpisce indistintamente da nord a sud, passando anche per la Capitale.
E non poteva mancare il riferimento alla liberazione dei Marò e degli altri ostaggi Padre dall'Olio, Lo Porto e Scaravilli, quasi a sottolineare ancora una volta che il Paese è composto da brava gente, da volontari pronti a sacrificare se stessi per il prossimo.




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