mercoledì 4 febbraio 2015

Mobbing? Demansionamento? Job Rotation?

Di fatto, qualunque sia il suo nome, una donna, al rientro dalla maternità, si è ritrovata dopo quasi 20 anni di lavoro all'interno di un' azienda a svolgere altre mansioni, senza che le sia stato comunicato in alcun modo il cambiamento.
Job Rotation  come si legge su un articolo del Sole 24 Ore

È una strategia aziendale, adottata soprattutto da grandi imprese, che prevede la possibilità di spostare periodicamente i dipendenti in diversi settori evitando l'assegnazione di mansioni predeterminate. La rotazione consente di conoscere le varie fasi del processo produttivo aziendale nell'ottica di una visione globale dei problemi che si possono manifestare, a livello di relazioni umane e a livello operativo.

Sembrerebbe quindi un'ottima opportunità per un lavoratore per accrescere le proprie conoscenze professionali, tuttavia...
Il sospetto che possa in realtà trattarsi di altro c'è, dato che il lavoratore è in realtà una lavoratrice che ha usufruito, legittimamente, di tutte le garanzie offerte dalla legge a tutela della maternità, se poi aggiungiamo che i nuovi compiti nulla hanno a che fare con quelli svolti in precedenza, forse due indizi fanno una prova.
Se sei donna, se sei madre, se sei una lavoratrice, dipendente o peggio ancora autonoma, non ti verrà certo steso il tappeto rosso, ogni tua assenza verrà ampiamente passata sotto la lente di ingrandimento, facendoti sentire in colpa sia verso il lavoro che verso la famiglia, dovrai lavorare il doppio per affermarti.
Forse non è mobbing, forse è veramente Job Rotation, ma è certo che la vita per una donna, lavoratrice e mamma non è facile.






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