lunedì 9 febbraio 2015

Saremo (o già siamo) un paese di poveri.malati ed ignoranti.

Questa è la realtà e mi chiedo quando verrà messo in pratica ciò che il Presidente Mattarella solo pochi giorni fa dichiarato, nel suo discorso d'insediamento, ovvero colmare l'enorme divario, sociale ed economico, tra i nostri politici, che ci governano, ed i cittadini.
Il tasso di disoccupazione giovanile è altissimo, 13%, sempre più giovani non solo non hanno le risorse economiche per spiccare il volo dal nido, rimanendo così a vivere con i genitori, ma nemmeno le avranno quando raggiungeranno l'età pensionabile.
Se già ora è difficile, senza aiuti, vivere con 400 euro al mese, sarà di fatto impossibile farlo tra 30 anni.
Occorrono tagli ben più mirati alla spesa pubblica, non a casaccio in settori già ridotti all'osso, come istruzione e sanità, via i vitalizi, via le pensioni d'oro, via le buonuscite dei top manager quando lasciano l'incarico di amministratori delegati in una società partecipata pubblica, via gli enti inutili, stop ai condoni ed ai pagamenti a forfait concordati con i grandi evasori fiscali, tagli alla scorte dei politici per il solo fatto di essere tali, reinvestimenti e potenziamento del terziario, via la politica dall'economia ed ancora molto altro.
Se non cambia l'orientamento politico saremo un paese di poveri, malati, ignoranti, e come tali facili da ammaestrare.
E poi non dite che non ve lo avevano detto, forse il neoministro dell'economia greco Varoufakis non avrà ragione, ma almeno non nasconde la testa sotto la sabbia, perchè non è vero che va tutto bene.


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