martedì 31 marzo 2015

#lavoltabuona ma quando arriva?

Oggi è una di quelle giornate in cui ti chiedi, spulciando le prime pagine dei quotidiani e delle testate on line, se ancora esistono le buone notizie e se qualcuno ha voglia di pubblicarle, ma sopratutto di leggerle.
Oggi è una di quelle giornate in cui non mi spiego come siamo arrivati al punto che la classe dirigente che ci governa, con cadenza quasi giornaliera, risulta essere coinvolta in qualche scandalo.
Oggi è una di quelle giornate in cui ancora persiste la ricerca spasmodica, da parte dei giornalisti, di particolari più o meno truci, più o meno ad effetto, che arricchiscano il quadro, già ampiamente drammatico, della tragedia che ha colpito i famigliari delle 150 vittime che viaggiavano sull'Airbus A320 della Germanwings.
Oggi è una di quelle giornate in cui sono veramente felice di aver fatto nascere i miei figli in un Paese occidentale, dove sembra lontana la minaccia terroristica, in cui si pratica oltre al parto naturale, sempre preferibile, nei casi in cui sia possibile, quello cesareo, seppur non senza problemi in quanto è pur sempre un intervento invasivo, perchè in caso contrario a quest'ora sarei a portare i fiori sulla tomba di un piccolo angelo.
Oggi è una di quelle giornate in cui in un mondo che pensa sempre meno a tutelare le fasce più deboli della popolazione, bambini, disabili, anziani e malati, la priorità sembra quella di salvare l'agnellino di Pasqua dall'essere consumato arrostito o in forno. Intendiamoci, posso essere eventualmente favorevole a combattere questa battaglia, ma allora scendiamo in prima linea anche per i pulcini maschi, che vengono letteralmente tritarti, per i polli o per le oche ingrassati a dismisura negli allevamenti intensivi, senza dimenticare però che oggi sono stati definitivamente chiusi gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari e quindi molti detenuti psichiatrici sono, quasi, allo sbando, lasciati a loro stessi.
Oggi è una di quelle giornate in cui, leggendo le dichiarazioni del Prof. Veronesi e l'intervista rilasciata da Emma Bonino, la cui paura più grande non è la morte, ma il dolore che potrebbe provocarle il tumore, il mio pensiero va ad una donna, di nemmeno 50 anni, alla quale è stata diagnosticata una forma tumorale fulminante, letteralmente imbottita di morfina e che ancora non sa come dovrà affrontare il poco tempo che le rimarrà da vivere, non essendoci, attualmente, nessuna legge che disciplini in modo esauriente il testamento biologico.
Oggi è una di quelle giornate che per fortuna volge al termine, avendo solo 24 ore.


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