giovedì 16 aprile 2015

3 Ottobre: Giornata Nazionale della Memoria delle vittime dell'immigrazione

La Camera dei Deputati ha approvato l'istituzione della Giornata Nazionale della Memoria delle vittime dell'immigrazione, in ricordo del naufragio di un barcone con a bordo 366 persone, al largo delle coste di Lampedusa avvenuto il 3 ottobre 2013.
Giusto ricordare, giusto commemorare.
Ma a nulla serve ricordare, se non si impara a non ripetere gli errori del passato, dato che l'onda di immigrati non sembra in alcun modo arrestarsi, ma anzi, si ingrossa sempre di più continuando a riempire le tasche dei trafficanti di essere umani, senza alcun scrupolo.
Alle parole devono necessariamente seguire fatti, interventi concreti che l'Italia, da sola, non è in grado di porre in essere, dato che l'accoglienza passa per la riduzione dei diritti dei cittadini italiani.
L'ultimo caso a Chieti, dove, per protesta, il sindaco ha occupato la struttura "Istituti Riuniti San Giovanni Battista di Chieti", destinata ad ospitare anziani e disabili, in segno di protesta per l'arrivo di 20 profughi, che avrebbero dovuto essere accolti lì, secondo le linee del Ministro degli Interni, Angelino Alfano, che qualche giorno fa aveva IMPOSTO alle Prefetture di trovare alloggio agli immigrati in arrivo.
Il Ministro però dimentica sempre, e con lui l'intero Governo, che ci sono numerose famiglie che, a causa della crisi, sono state sfrattate e rischiano di trovarsi in mezzo ad una strada.
Nel Decreto Milleproroghe infatti non è stata inserita alcuna proroga degli sfratti, ma è stata concessa solo la possibilità di ottenere, previa richiesta al Giudice, una mini proroga di soli 4 mesi, che scadrà il 28 luglio 2015, in particolari situazione di disagio che dovranno però essere provate a mezzo di un ricorso presentato in Tribunale, con ulteriore aggravio di spese.
Tuttavia ancora non è chiara nè la modalità con la quale verranno trasferiti ai Comuni i soldi a sostegno dei soggetti disagiati nè le modalità di assegnazione degli alloggi sociali.
La priorità dello Stato parrebbe essere, attualmente, quella di trovare un alloggio ai migranti, trascurando, evidentemente, i suoi cittadini più deboli.

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