mercoledì 29 aprile 2015

Colpire al cuore per annebbiare la mente

La scorsa settimana era la foto della bimba annegata (nello specifico non nel naufragio in cui morirono 700 persone, ma in un altro naufragio analogo, entrambi immani tragedie, solo per sottolineare la facile manipolazione mediatica), oggi la lettera di un'undicenne sopravvissuta alle traversate della morte, nella quale lancia un appello " Cari fratelli, vi prego, non attraversate il mare, c'è solo la morte".
Ecco, cosa c'è di più più chiaro delle parole di una bambina che lo ha, ahimè, provato sulla sua pelle?
STOP ALLE PARTENZE
STOP AI VIAGGI CHE SI TRASFORMANO IN FUNERALI
STOP AL BUSINESS DEGLI SCAFISTI
Ed invece no.
I mass media puntano al nostro cuore, alla nostra pancia, alla nostra parte più irrazionale per annebbiare, ingannare quella razionale.
Puntano i riflettori su questa bambina, enfatizzando il suo dolore, legittimo, inevitabile, umano e comprensibile, per la perdita di tutta la sua famiglia, invitando chi legge la sua storia a mettersi una mano sul cuore ed una sulla coscienza per aiutarla.
Nessuno però sottolinea che, se non ci fossero state certe condizioni, lei e la sua famiglia non sarebbero state costrette a salire su un barcone fatiscente, nessuno protesta contro il fatto che sia stata obbligata ad abbandonare ciò che le era più caro per un futuro incerto ed ignoto, nessuno punta il dito o alza la voce invocando pene severe verso chi l'ha spinta a tuffarsi senza nulla a cui appigliarsi, se non sua sorella, nel mare gelido del Canale di Sicilia.



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