lunedì 6 aprile 2015

#Home ovvero la realtà riveduta e corretta.

Avendo figli ancora piccoli al cinema, spesso, andiamo per vedere film d'animazione.
L'ultimo in ordine di tempo è "Home", a firma DreamWorks, il mio piccolo, vedendo il trailer era incuriosito non tanto dal piccolo alieno pasticcione e camaleontico Oh, quanto dall'altra piccola protagonista Tip, ed infatti dal momento in cui è comparsa sulla scena, non l'ho quasi più sentito fiatare.
Tip è una ragazzina dai lineamenti delicati, con una montagna di ricci, dalla pelle scura, dagli enormi occhi verdi, frequenta le scuole medie, fatica ad integrarsi, in quanto proveniente da una realtà sociale e culturale diversa, le Barbados  (infatti, non a caso, è doppiata, nella versione originale dalla cantante Rhianna), è sveglia, intelligente al punto di guidare una piccola auto, di mettere in crisi il capo dei Boov e di aiutare il piccolo Oh a salvare la Terra dall'invasione dei cattivi, in un susseguirsi di eventi che vanno guardati allo specchio.
Insomma una moderna Pippi Calzelunghe riveduta e politicamente corretta.
Tuttavia, ci sono alcuni particolari che mi fanno riflettere.
La famiglia di Tip,  ovviamente, non è quella tradizionale, ma è formata dalla mamma e dal gatto, nessuna figura maschile di riferimento compare tra i suoi affetti ed in tutto il resto del film.
Il cattivo di turno è un mostro o una mostra? Penso che volutamente non si stato definito, così come non si spiega la sua stirpe racchiusa in un elemento assolutamente estraneo ed esterno al suo corpo.
L'amicizia non è limpida e cristallina, ma è un percorso tortuoso, che passa attraverso quelle che sembrano innocenti bugie  e raggiri, che lo spettatore bambino percepisce solo attraverso il cambio di colore di Oh.
I sentimenti non sono definiti, sono in divenire e ne vengono creati di nuovi quale ad esempio la rabbia triste.
Insomma un film non propriamente per bambini o quanto meno, per i piccoli, necessita del filtro  e delle spiegazioni dei genitori.



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