sabato 11 aprile 2015

La strage di Milano non è (solo) un attacco alla magistratura

Si moltiplicano, dopo la strage alla sezione fallimentare del Tribunale di Milano, gli interventi, singoli e di categoria, ANM, forti della parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nonchè Presidente del CSM ed ex giudice costituzionale, dei magistrati che si sentono sotto attacco, senza nessuna protezione, rivendicando con forza il recupero del rispetto della loro figura istituzionale.
Claudio Giardiello nel momento in cui ha scaricato 13 colpi nei confronti del giudice Fernando Ciampi, dell'avvocato Lorenzo Claris Appiani, del co-imputato Carlo Erba si è reso colpevole di tre omicidi, la cui dinamica, comprensiva di fuga, li rendono premeditati.
Questo fatto, da condannare tout- court, senza se e senza ma, ha colpito, a mio pare non solo la magistratura, troppo spesso sotto la lente di ingrandimento per i processi-lumaca, ma il cuore pulsante della nostra società ovvero noi cittadini che ne costituiamo la base e quindi il sostegno.
Giardiello ha agito in quanto si è sentito vittima del sistema, che probabilmente ha raggirato in modo truffaldino, dato che è indagato per bancarotta fraudolenta, solo o grazie ad aiuti, evidentemente sbagliati, quello stesso sistema che fa fallire numerose imprese vittime non tanto di debiti, quanto di crediti che non possono essere riscossi e che spesso devono essere pagati dalle pubbliche amministrazioni.
Giardiello  rappresenta quindi la medaglia cattiva di un sistema fallimentare che spesso porta al baratro imprese che, se non fossero inciampate in persone come lui, ad oggi, forse sarebbero ancora produttive.
Non solo.
Giardiello ha dimostrato, se mai ne ce fosse ancora bisogno, quanto sia facile penetrare in luoghi che dovrebbero avere livelli altissimi di sicurezza, proprio in ragione delle funzioni che essi ricoprono, in questo caso il Tribunale che dovrebbe essere il tempio in cui si esercita la giustizia, terzo potere dello Stato.
Terzo potere dello Stato che, seppur importante, non può e non deve rivendicare protezione e rispetto solo per se stesso,riparandosi sotto una campana di vetro, ma che deve agire rapidamente per tutelare e proteggere i cittadini sia dagli atti folli, come quello compiuto da Giardiello, che dagli altri poteri forti dello Stato.
Solo in questo modo, recuperando un vero senso di giustizia saremo veramente al sicuro.



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