venerdì 17 aprile 2015

Nessun luogo è sicuro per i cristiani


Ma la Presidente della Camera, Laura Boldrini corregge il tiro, offrendone una lettura politicamente corretta, sostenendo che i profughi non sarebbero stati uccisi per la loro religione.
Due sono i dati certi: 15 immigrati cristiani sono stati gettati in mare da altre persone che si trovavano insieme a loro sul barcone, nelle medesime condizioni di disperazione, ma ciò non è stato sufficiente a superare le differenze, ad unirli in un sentimento unico di solidarietà, di cui tanto amano parlare i nostri politici e gli opinionisti che accusano noi italiani di non essere abbastanza empatici, anzi non ci hanno pensato due volte ad ucciderli.
Ora la persecuzione si sposta dalle terre in cui infuria una sanguinosa guerra religiosa ai barconi, in mezzo al mare nel quale sono ridotte al lumicino le possibilità di sopravvivenza.
Eppure nessuno pare accorgersi dell'enormità del problema, nessuno pensa a come impedire queste tragedie, ci si occupa solo di come accogliere questi immigrati, senza valutare che, viste le condizioni precarie in cui versa il nostro Stato, incapace di garantire e di tutelare i diritti fondamentali dei suoi cittadini, che continuano a morire a causa della crisi ( nessuno ne parla, ma non sono cessati i suicidi a causati dalla crisi) ed ad affrontare situazioni al limite della sopravvivenza ( nel mio post di ieri ho parlato dell'emergenza sfratti ), la solidarietà a loro va a discapito di altre categorie deboli ed indifese.
Due pesi due misure.

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