mercoledì 22 aprile 2015

Onestà intellettuale impone paragoni corretti

Ieri Gianni Morandi, sull'onda emotiva provocata dal naufragio di domenica che ha causato 700 morti, ha paragonato i flussi migratori provenienti dalla Libia e dall'Africa che interessano sopratutto i Paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo, in particolare l'Italia, con quelli dell''800-'900 che portarono milioni di italiani a tentare di trovare fortuna in America.
Mai paragone fu così sbagliato visto che si tratta di condizioni di tempo, di luogo diversissime.
L'obiettivo dei nostri immigrati era quello di superare una condizione di povertà permanente recandosi, su navi, non certo su barconi fatiscenti, in zone del mondo, Nord America, America del Sud, Brasile ed Argentina, caratterizzate da ampi territori non sfruttati e da un'elevata domanda di manodopera.
In termini spiccioli c'era la possibilità di posto e lavoro per molti, a condizione però che gli immigrati fossero in regola con i documenti e ciò veniva verificato ad Ellis Island, un flusso migratorio imponente, ma controllato e filtrato.
Esattamente il contrario di quello a cui stiamo assistendo negli ultimi anni, mesi, giorni.
L'Italia, come molti altri Paesi Europei, non è l'America o il Brasile o l'Argentina da punto di vista dell'estensione territoriale, il tasso di disoccupazione è alle stelle, le imprese o falliscono o delocalizzano, come si può anche solo pensare di accogliere tutte le persone che sbarcano, di cui a mala pena si conoscono i dati anagrafici, in quanto spesso privi di un qualsiasi documento di riconoscimento, solo perchè i nostri nonni sono stati degli immigrati in Paesi lontani?
Dovremmo invece imparare da chi nel secolo scorso ci ha accolto, attuare come gli USA o l'Australia forme di controllo serrato dell'immigrazione al fine di garantire sicurezza e benessere a TUTTI italiani ed immigrati senza distinzione.
Se invece continuiamo a nasconderci dietro il buonismo eurpeo bhè il tracollo sarà inevitabile.

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