mercoledì 20 maggio 2015

Capro espiatorio o vero assassino?

L'arresto da parte della procura di Milano di un ragazzo marocchino di 22 anni, presunto responsabile della strage del Museo del Bardo a Tunisi, ha fatto in fretta il giro dei mass media e dei social network.
I giornalisti evidenziano le lacune del nostro sistema di sicurezza nazionale, smentendo, se ce ne fosse bisogno, le dichiarazioni rassicuranti del ministro dell'Interno, Angelino Alfano, seppur lodando l'operato dei servizi di intelligence che ne hanno permesso la cattura. 
I pennivendoli lo stanno già dipingendo come capo espiatorio di quella parte d'Italia che non si mostra solidale con la vasta ed incontrollata affluenza di migranti, presunti profughi, dimenticando che ai problemi che affliggono i cittadini italiani, ma dei quali non si deve assolutamente dare alcun rilievo, perchè, ci ricordano, come se fosse un mantra, non è una gara fra chi è più disperato, si aggiungono, ogni giorno che passa, quelli relativi alla gestione concreta di queste migliaia di persone.
Non si tratta di non essere buonisti, si tratta, almeno per una volta, di fronte a minacce concrete di terrorismo, di aprire finalmente gli occhi e di iniziare a ragionare con il cervello e non con la pancia.

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