lunedì 11 maggio 2015

Dal flash mob dei teneri gattini a quello degli insegnanti arrabbiati.

oggi vittima del flash mob sulla sua pagina Facebook è il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.
Dopo lo sciopero del 5 maggio, al quale è seguito il 6 e 7 maggio, in molte scuole, con l'appoggio di studenti e genitori, il boicottaggio dei test invalsi, notizia troppo poco appetibile per i mass media, oggi gli insegnati hanno invaso la bacheca del Segretario Pd al grido non tanto di contestazione del DDL #LaBuonaScuola, quanto "Non voteremo più PD" che suona più come una minaccia, a dimostrazione che i nostri politici, o almeno la maggior parte di essi, Renzi in testa, sono più attenti non tanto al contenuto della protesta, quanto alla possibilità di perdere dei voti in caso si vada alle urne regionali.
Si è arrivati al punto di mercanteggiare "idealmente", ricordo infatti che non si possono vendere/comprare voti, l'esercizio del proprio diritto di voto per poter essere, forse, ascoltati, senza tuttavia alcuna garanzia che le proprie opinioni e/o idee si traducano in concrete proposte di legge.
Si è arrivati ad organizzare una vasta protesta nel mondo virtuale, in quello reale si corrono troppi rischi, soprattutto per i precari, viste le loro difficoltà economiche, e allora, dietro allo schermo di un pc o di uno smartphone ci si sente dei veri e propri leoni da tastiera, salvo poi stare attenti agli insulti, si rischia infatti una multa da 100,00 euro, oltre alla rimozione dei commenti negativi.
Ma si sa il mondo virtuale è veloce, i non addetti ai lavori hanno la memoria corta e domani di questa protesta non rimarrà che qualche traccia qua e là, forse, mentre il DDL #LaBuonaScuola continuerà imperterrito il suo cammino, fino al 2018 non sono previsti cambiamenti nel panorama politico del Paese, salvo cause di forza maggiore assolutamente imprevedibili.

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