mercoledì 13 maggio 2015

Della libertà avvertiamo solo l'eco

Un po' si era intuito quando il Ministro dell'Istruzione Giannini si era allontanata dalla Festa dell'Unità, visibilmente indignata e contrariata, poichè era stata contestata a suon di pentole, coperchi e mestoli da cucina, ed aveva etichettato, brutalmente, i manifestanti, come "squadristi".
Il dubbio si era trasformato in atroce sospetto quando le Forze di Polizia, in tenuta anti sommossa, aveva assistito inerme alla devastazione di Milano ad opera dei Black Block, ma aveva poi caricato (e qui gli ordini dall'"Alto" sono francamente incomprensibili) i contestatori, soprattutto insegnati armati di mocassini e bottigliette d'acqua di plastica, del Presidente del Consiglio, presente alla Festa dell'Unità di Bologna.
Tuttavia iniziava a farsi largo a spallate la certezza quando, a pochi giorni dallo sciopero indetto dai lavoratori della scuola, il Ministero dell'Istruzione decise, unilateralmente, di spostare il carrozzone dei Test Invalsi ( in bilico fino all'ultimo a causa della mancata copertura economica di 14 milioni di euro) dal 5, giornata di sciopero, al 6 e 7 maggio.
Ogni dubbio è stato spazzato via, quando allo scoccare della data fatidica, i mass media quantificarono in poche centinaia di partecipanti, gli aderenti allo sciopero, ampiamente smentiti dagli stessi che postavano tweet ed immagini sul mondo parallelo di Twitter.
Certezza che si cristallizza oggi, quando inizia a circolare sui social network un tam tam di genitori e studenti, quest'ultimi ieri hanno boicottato i Test Invalsi somministrati nelle classi II della scuola secondaria superiore, che avvertono di essere stati convocati dalle varie dirigenze scolastiche, appoggiate da tutti quegli insegnati che, credendo nei test invalsi, usano gli stessi in modo improprio e contrari alle stesse disposizioni di legge, con la minaccia di assunzione di provvedimenti disciplinari per aver tenuto un comportamento "vergognoso ed incivile".
Fatto gravissimo, minacce al vento, visto che, ad esclusione dei test somministrati in terza media, ricompresi nell'esame di Stato, non sono obbligatori, si può quindi liberamente decidere di sostenerli o meno, ed i risultati non devono essere assolutamente conteggiati nella media scolastica dei voti del singolo studente.
Indipendentemente dai contenuti del DDL #Labuonascuola e della protesta è ormai evidente che la libertà di pensiero e quella di sciopero sono viste, sopratutto dalla maggior parte degli ex sessantottini ora imborghesiti e comodamente seduti nelle loro poltrone, come espressione di un'atteggiamento di mero squadrismo fascista da parte degli insegnati impreparati e fannulloni (esistono certamente, ma qualcuno ancora si salva e forse andrebbe ascoltato) e di scelta della strada più comoda da parte di studenti definiti, nella migliore delle ipotesi, come immaturi, incapaci di scegliere, ignoranti se non addirittura manipolati dagli stessi docenti.
Siamo sicuri di respirare liberamente venti di democrazia? Non è che inizia a diffondersi nell'aria la puzza della censura e della repressione?

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