mercoledì 27 maggio 2015

Generazione #charliecharliechallange

Da qualche giorno circola su web un presunto gioco esoterico che prevede l'evocazione di uno spirito bambino, Charlie, attraverso il posizionamento di due matite, come una croce, su un foglio bianco raffigurante quattro riquadri, nei quali sono riportate le parole si e no.
Questo "fenomeno" ha interessato non solo adolescenti, che hanno diffuso video e tweet, ma anche ragazzi più grandi, forse tutti in cerca del un brivido della novità.
Quando non basta la realtà, si prova a cercare altro, arrivando a scomodare gli spiriti.
Mia zia, che sosteneva di essere in contatto con loro, mi ha sempre raccomandato di lasciarli in pace, un consiglio che appare oggi evidentemente anacronistico in un'epoca in cui tutto appare lecito senza alcun tipo di paletto, materiale o meno.
Ragazzi adolescenti che viaggiano su una moto, senza casco a più di 100 km orari sull'autostrada della vita, senza rispettarne i limiti, addirittura dando sempre più gas perchè non è mai abbastanza l'adrenalina in circolo.
Non è abbastanza prendere in giro un compagno di classe, magari ubriaco ed indifeso, depilandolo, bruciandolo, agghindandolo come un albero di Natale con le caramelle, fotografandolo e facendo circolare le immagini su WhatsApp.
Non è abbastanza sconvolgente la morte, assurda, ed ancore senza un motivo chiaro, di un altro compagno di classe, forse precipitato per un gioco assurdo.
Non è abbastanza grave ed increscioso lanciare sassi ad una ragazza disabile.
Non è mai abbastanza niente.

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