lunedì 25 maggio 2015

I compagni silenziosi di Domenico

sono inquietanti, incomprensibili, inammissibili così come la loro assenza, ingiustificata, ai suoi funerali, ai quali erano presenti sono gli amici d'infanzia.
Come si può ignorare la morte di un proprio compagno di classe in questo modo?
5 anni di vita scolastica insieme, forse non sempre idilliaca, ma di fronte ad una tragedia, così inspiegabile, così assurdamente illogica, nessuno ha avuto il coraggio di rilasciare alcun tipo dichiarazione, neppure una parola di cordoglio o di commemorazione. 
Nessuno ha tradito alcun tipo di emozione.
Nessuno ha provato il desiderio, umano, di confortare quei genitori che ancora non hanno ricevute risposte alle loro domande e che dovranno, forzatamente e faticosamente, imparare a vivere senza il loro unico figlio.
Nessuna ha avuto pietà di fronte a tanto dolore.
Nessun ha avvertito il senso del dovere.
Nessuna ammissione di responsabilità per azioni od omissioni commesse quella notte.
Nessun genitore preoccupato per questo inspiegabile silenzio e per l'ancora più allarmante assenza di empatia.
Domenico era è e sarà sempre solo in quella classe, come su quel freddo e duro marciapiede sul quale la sua vita è terminata a soli 19 anni.


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