lunedì 18 maggio 2015

I dissidenti dei dissidenti

Sto notando, ma credo di non essere la sola, che chi si oppone in qualsiasi modo, occupando le piazze italiane e virtuali, al regime costituito, viene sistematicamente attaccato o attraverso il lancio di uova, pomodori, sassi e/o san pietrini oppure, in modo ancora più vile, subdolo e vigliacco, attraverso insulti, turpiloquio e offese personali che si leggono, ormai quotidianamente, nei commenti postati sulle bacheche pubbliche di Facebook di quei pochi GIORNALISTI, resistenti alla trasformazione in servili pennivendoli, che tra mille difficoltà, logistiche, ma soprattutto economiche, cercano di fornire un quadro della realtà italiana non edulcorato e non politicamente corretto.
Persino dalle dichiarazioni del Ministro dell'Interno, Angelino Alfano, che pare dimenticare il riconoscimento costituzionale della libertà di pensiero, tradotta, nella pratica, nella libertà di manifestare, traspare un evidente fastidio, nonchè un non meno celato senso di rabbia repressa, nel momento in cui deve ordinare alle Forze di Polizia di proteggere, anzi, purtroppo blindare con vere e proprie gabbie, chi esprime, legittimamente, il proprio dissenso contro le politiche, insensate ed esclusivamente filo europee, di questo governo, che dimostra, ogni giorno che passa, di essere privo di spina dorsale nazionale ed internazionale.
E se da un lato il governo è costituzionalmente costretto a proteggere i dissidenti, dall'altro, in modo quasi perverso, crea, a suo uso e consumo, i dissidenti dei dissidenti, beceri, volgari, analfabeti ignoranti la cui unica funzione è quella di fomentare lo scontro singolo frontale, focalizzando l'attenzione sulla singola figura politica uscita dal coro dei consenzienti, distraendo la massa dalle proprie, discutibili, manovre politiche.

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