mercoledì 27 maggio 2015

In un Paese perbene ed onesto gli #impresentabili non dovrebbero esistere

Tutti, comuni cittadini, ma soprattutto politici, hanno ricordato il 23 maggio e partecipato agli eventi organizzati per i 20 anni dalla morte del magistrato antimafia Giovanni Falcone, ucciso con 500kg di tritolo lungo l'autostrada di Capaci.
Oggi  27 maggio, sono passati 4 giorni dall'anniversario e già il ricordo si sta velocemente affievolendo, si apprende che la presentazione della lista degli impresentabili, elaborata dalla Commissione Parlamentare Antimafia, dei candidati alle elezioni regionali, che si svolgeranno il 31 maggio, slitta a venerdì, a meno di 2 giorni dal voto.
Impresentabili una parola che stride fortemente con tutti gli slogan pro legalità e contro la corruzione sbandierati ed urlati a gran voce da tutti i partiti politici in questi mesi di campagna elettorale nei salotti televisivi e sui social network.
Impresentabili in un Paese che nei prossimi mesi sarà sotto i riflettori mondali grazie ad Expo 2015, ma che è civile, normale, con forte senso civico e di responsabilità verso i cittadini , solo nelle parole spese dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, che tuona e si arrabbia contro chi denuncia le illegalità definendoli in modo spregiativo gufi.
Impresentabili che nemmeno dovrebbero essere inseriti tra i papabili nelle varie primarie o nelle scelte al vertici dei partiti.
Impresentabili volti che non vorremmo che rappresentassero l'Italia.

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