venerdì 12 giugno 2015

Qual è il prezzo di un braccio quasi amputato con un #machete

o di una testa spaccata come una noce di cocco di persone, barbaramente aggredite come se fossimo nel più infimo e degradato ghetto americano, nel bel mezzo di una lotta tra gang, durante lo svolgimento del loro lavoro?
ZERO.
Milano sede di Expo2015, vetrina del rilancio dell'Italia nel mondo, mostra prepotentemente il suo lato oscuro, stazioni e strade lastricate di cartoni, spazzatura, uomini, donne e bambini in condizioni igienico sanitarie precarie, veri e propri campi profughi a cielo aperto, nessuna regola, nessun controllo, vige la legge del più forte in un Paese, abbandonato alla deriva dall'Europa dei banchieri, imbavagliato da un buonismo ipocrita ed anacronistico.
Ma ci verrà detto, anzi urlato dai soliti radical chic seduti comodamente nei salotti dei talk show televisivi, che non stiamo respirando paura, ma solo un ingiustificato razzismo e che anzi, secondo i principi cristiani, tanto odiati ed osteggiati dagli stessi, dovremmo porgere l'altra guancia, per farcela affettare, servire e consumare su un piatto d'argento da chi vede nel profugo una banconota da 35 euro che cammina.


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