venerdì 3 luglio 2015

Capita

che in un afoso e soleggiato mezzogiorno di luglio, all'uscita di un supermercato, incroci in auto, per caso, una mia cliente, o meglio ex cliente.
Capita che, nonostante entrambe siamo chiuse nei nostri abitacoli, lei con la coda dell'occhio mi riconosca..
Capita che lei si giri dall'altra parte, come se avesse visto una persona sgradevole.
Capita che io abbia messo a sua disposizione tutta la mia professionalità comprensiva di innumerevoli ore passate al telefono e di un infinito scambio di mail negli orari più assurdi della giornata.
Capita che oltre alla professionalità io abbia messo a disposizione anche la mia umanità perchè, tra una conversazione e l'altra, è parso inevitabile che emergessero particolari delicati non solo della sua vita, ma anche di quella dei suoi cari.
Capita che io, viste le sue molteplici difficoltà economiche le sia andata incontro dicendole di non preoccuparsi.
Capita che dopo aver fatto i salti mortali, il doppio carpiato con avvitamento e pure qualche volo senza paracadute, lei e tutta la combricola sull'orlo del baratro sia scomparsa.
Capita che abbia lasciato sulla strada numerosi debiti da pagare, compreso il mio onorario.
Capita che, nonostante io non sia nè una persona senza cuore nè tanto meno avara, abbia cercato con ogni mezzo di contattarla, ma senza mai riuscirci, anzi ottenendo in qualche occasione delle risposte scocciate da chi all'altro capo del telefono rispondeva per lei, coprendola.
Capita che poi scopro esser stata rimpiazzata da altro studio legale, chissà forse lavora gratis.
Capita che io non riceverò mai nulla per tutto il lavoro svolto in quasi una anno.
Capita che la persona che dovrebbe essere arrabbiata, quella che dovrebbe vergognarsi e nascondersi SEI TU, non certo io.

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