lunedì 17 agosto 2015

#Fashion: Una giacca arancione ed un pantalone blu

Ci sono particolari che io non sono in grado di riconoscere, o meglio li osservo solo in superficie , spesso senza andare oltre.
E' capitato anche ieri, un mio commento, all'apparenza banale, si è trasformato in un'osservazione superficiale.
Passeggiando tra le bancarelle di una sagra di paese di metà agosto, si incrociano tante persone, effettivamente più di quelle che mi aspettavo ( non erano a crogiolarsi al sole in luogo meraviglioso o incolonnati in autostrada per il rientro? evidentemente no!) e mi capita di fermarmi, giusto quell'attimo, attirata da un particolare: una gonna, una maglia, un pantalone, un paio di scarpe che non rientrano certamente nei canoni del fashion, del glamour o del vintage che tanto viene sbandierato dai guru della moda attraverso i blog ed i social.
Nessuno è patinato, nessuno è fashion victim, eppure basterebbe poco, anzi pochissimo, un accessorio, un'acconciatura giusta o un make-up leggero, ho pensato ad alta voce, ma...
Ma come mi ha fatto notare una persona ben più navigata di me: 
"La povertà delle persone si misura dalla sua sciatteria, se non hai soldi per comprarti i vestiti, ti metti quello che, se sei fortunato, ti regalano, anche una giacca arancione ed un pantalone blu che tra di loro non si abbinano, ma almeno ti vesti."
Mi sono zittita all'istante, mi sono sentita una stupida, incapace di rispondere a quest'analisi breve e lucida, ben più chiara di tutti i sondaggi e le statistiche che quotidianamente ci vengono mostrati dai mass-media per rassicurarci sull'aumento del PIL e sull'uscita dalla crisi.
" E noi stiamo ancora bene, fidati di chi la povertà l'ha vissuta" e so che ha ragione.




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