giovedì 6 agosto 2015

‪#‎UnaPiccolaDonnaInvisibile‬


Quando diventiamo donne adulte, molto spesso, causa il continuo flusso della vita, dimentichiamo il nostro esser state bambine soprattutto i sentimenti e le emozioni che provavamo, sopraffatti dalla quotidianità, dai pensieri, dal susseguirsi degli eventi.
Poi capita qualcosa, un incontro, lo sguardo distratto ad una vecchia foto, ed improvvisamente le lancette dell'orologio corrono al contrario e ti ritrovi catapultata in quell'età di mezzo lunga tre interminabili anni e che avevi rimosso, come se non fosse mai esistita: gli anni delle scuole medie.
E ti rivedi nè carne nè pesce, all'epoca l'essere ‪#‎curvy‬ non esisteva, o si era magre o si era grasse, ed in quest'ultimo caso la presa in giro, con i nomi più offensivi che una mente umana può concepire, era assicurata.
Ti sentivi quindi perennemente inadeguata, facevi continui confronti con le tue amiche, o presunte tali, tutte ovviamente più carine, più bionde, più tutto...
Regolarmente ti piaceva il ragazzo più popolare, per il quale ovviamente eri invisibile o, nella migliore delle ipotesi, ti considerava come quella che gli passava i compiti e tu, pur di passare qualche ora pomeridiana con lui, fantasticando che un giorno si sarebbe inginocchiato confessandoti il suo amore, con impegno gli spiegavi pazientemente cose che persino un bambino di tre anni avrebbe capito al volo.
Poi l'attimo passa, ti guardi intorno e ringrazi di non avere più 11/12/13 anni e sorridi pensando che ora quel ragazzo, che ancora vive nell'illusione della popolarità, ha qualche chilo di troppo e qualche capello di meno, che si ostina a mettere in fila con il gel, mentre le tue amiche, con l'orologio biologico che ticchetta sempre più rumorosamente, sono alla ricerca spasmodica di qualcuno che le sopporti il tempo necessario per un matrimonio in stile principesco, le cui foto verranno rigorosamente postate sui social network, ed un figlio.

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