domenica 13 marzo 2016

I bambini continuano a nascere

tra il fango della vergogna, lavato con quel che rimane di una bottiglia d'acqua.
Bambini che nascono tra le onde quando riescono al scappare dall'abbraccio mortale del mare.
Bambini che sognano, stringendo tra le braccia quel poco che rimane della loro vita precedente, mentre si aggrappano speranzosi alle mani dei genitori o a quelle
dei soccorritori che li avvolgono nelle coperte alla ricerca di quel calore a loro negato.
Bambini che camminano silenziosi, a piedi nudi o con scarpe troppo grandi raccattare chissà dove, un passo dopo l'altro alla ricerca di qualcuno che non li respinga, che non li fermi con un muro o un filo spianto. 
Bambini che piangono, che soffrono, in letti di ospedali bombardati del fuoco "amico" in nome di una guerra giusta per fermare l'avanzata del terrorismo.
Bambini ai quali dovemmo chiedere scusa perché non siamo in grado di proteggerli. 

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